Scritto da Admin
28 ago 2008


Immaginate di aver appena inventato l’ascensore.
Sapete che le persone premeranno i pulsanti per salire e scendere. Ma, oltre a quello, non potete sapere come le persone si comporteranno. Saluteranno gli altri quando entrano? Avvieranno brevi dialoghi decisamente goffi? Occuperanno i posti davanti all’uscita con una mossa interpretata come maleducata? Non potevate certo indovinare che negli Stati Uniti le persone di solito in queste occasioni guardano davanti, puntando poco sopra le teste delle persone davanti a loro e mantenendo un riservato silenzio. Le norme sociali non sempre combaciano con le nostre supposizioni.
I siti di social networking sul web, come Facebook e MySpace, partono come delle stanze vuote, proprio alla stregua degli ascensori. Ma, dato che hanno molti più tipi di pulsanti, risulta ancora meno prevedibile capire come ci comporteremo e cosa faremo al loro interno.
E adesso che i social network stanno spostandosi sui telefoni mobili, i punti di forza e i limiti del nuovo hardware potrebbero cambiare le regole che stanno proprio adesso emergendo.
La generazione iniziale dei social network basati sull’idea che l’utente vi si colleghi a partire da
un laptop fornisce ai membri una home page personale che i loro amici possono vedere, insieme ad alcune funzionalità per mantenersi in contatto. Ma il cellulare è talmente piccolo che con ogni probabilità il social networking non si concentrerà sul mettere a disposizione ambienti grandi come un francobollo.
Potrà invece aggiungere una serie di possibilità di comunicazione per i nomi inseriti nell’elenco della rubrica del telefonino. E, a causa delle dimensioni e della capacità di elaborazione contenute, la funzionalità sarà molto più concentrata rispetto all’estensione irregolare dei siti su laptop.
Anche i confini del network saranno più contenuti, essendo con ogni probabilità limitati alla lista di persone della rubrica con cui siete attualmente in contatto. Questo fenomeno potrebbe contrastare l’ “entropia amicale” che caratterizza i sistemi basati su laptop, che rendono di fatto più semplice aggiungere qualche contatto che non rifiutarlo.
Dall’altro lato costruiremo forse social network allargati sul laptop sincronizzandoli con i nostri cellulari.
Non ci sono certezze su quali saranno le regole.
In ogni caso alcuni fatti legati ai cellulari avranno un impatto sul nostro social network in un modo o nell’altro.
Dato che il cellulare è sempre con noi, potremo aprire e usare il social network in qualsiasi momento, anche quando stiamo salendo su un autobus o aspettando le risposte di internet.
E siccome va ovunque voi andiate, eccetto la doccia (anche se qualcuno sta senza dubbio lavorando su un accessorio Bluetooth a prova d’acqua), il vostro social network sarà una presenza costante.
I cellulari sanno dove si trovano.
Sapere la prossimità fisica dei vostri amici offre delle possibilità – un’ incontro o un aperitivo – che i social network basati su laptop non permettono. Questo significa che i network mobili dovranno offrire nuovi strumenti e nuovi livelli di Privacy.
Dal momento che i cellulari hanno accesso al web, possono dare accesso a tutte le informazioni che il web ha su un determinato luogo, che sia il giudizio su un ristorante, un evento storico, preferenze di luoghi o trappole turistiche. I cellulari costituiranno nodi che integrano il reale con il virtuale, esattamente come Cartesio pensava che la ghiandola pineale integrasse il reale con l’ideale.
E siccome i telefoni mobili sono dotati di fotocamere, le fotografie possono diventare il modo più rapido per raccontare ai vostri amici cosa sta succedendo.
Se per le nuove generazioni le foto prenderanno il posto delle parole per raccontare storie, gli effetti di lungo periodo potranno essere profondi.
Ci sono anche aspetti del cellulare che possono seriamente frenare la crescita dei social network.
I telefoni mobili sono perfetti strumenti di pagamento, sanno tutto quello che fate e possono pagare per qualsiasi cosa stiate facendo. Il che potrebbe ferire a morte il social networking. Potrebbero infatti arrivarvi sul telefonino insopportabili pubblicità legate alla localizzazione, che vi interromperanno ovunque andiate. Nel complesso gli aspetti legati alla privacy sono scontati e abbastanza seri. E dato che le reti mobili sono proprietarie non ispireranno certo l’ingenuità e la lealtà conquistata da internet, anche se dopo che Apple ha in parte aperto il suo iPhone agli sviluppatori, e che la piattaforma Android di Google è stata aperta ancora di più, c’è da sperare che le innovazioni del social network sui cellulari progrediscano a un passo più spedito rispetto a quelle del social network delle reti telefoniche.
Ma non è possibile neanche sapere come tutto questo funzionerà, perché neanche la relazione di base tra cellulari e laptop appare chiara.
Noi tutti desideriamo un certo livello di convergenza – quante caselle in più si possono avere
prima di iniziare a urlare? – ma ci sono anche ostacoli reali. Proprio ora i più importanti siti e le maggiori applicazioni di social networking non condividono i dati e spesso non ci permettono di muoverci con i nostri dati verso un altro sistema.
Si registra una spinta per aumentare l’apertura delle applicazioni, pur mantenendo un rigido controllo sulla privacy. Ma non possiamo sapere come questa controversia si risolverà.
D’altra parte non vogliamo certo che ci sia un’unica applicazione di social networking perché questo darebbe troppo potere a una singola entità, senza tenere conto che ciascuno di noi ha troppe identità sociali rispetto ai software.
Il trend dell’industria su questo tema cruciale rende l’ingresso dei cellulari ancora più sconvolgente e imprevedibile.
Forse l’unica certezza con questa nuova tecnologia è che non ci sono possibilità che la regola sociale sia la stessa dell’ascensore: faccia rivolta davanti, sguardo sopra le teste delle altre persone, in un silenzio di pietra.

Fonte: Il Sole 24 Ore