Scritto da Admin
13 feb 2009

DOVE C’È UN PRODOTTO, C’È CASA

Dove c'è prodotto c'è casa


In tanta retorica imperversante su maternità (e paternità!), ecco un messaggio allegramente cinico. La sostituzione di un figlio con un prodotto, del resto, non è nuova in pubblicità.
Ci aveva già pensato, come dicono i politici, ‘in tempi non sospetti’, il genio di Armando Testa, inventando il fantascientifico pianeta Papalla, i cui abitanti erano tutti rotondi e con gli occhiali a forma di televisione.
Gli indimenticabili Caroselli, in cui veniva intervistato il luminare della scienza professor von Krapfen, si concludevano tutti con il lieto annuncio: ‘Mia moglie aspetta un Philco’.

E nessuna autorità religiosa, ci sembra, si scandalizzò allora per il relativistico scambio tra attesa di un bambino e attesa di un prodotto.
Forse perché la Chiesa ancora non era entrata in conflitto con ogni aspetto della nostra vita materiale, forse perché la televisione non aveva ancora perso tutta la sua aura di scatola magica, rivelandosi quel mezzo demoniaco che in realtà è.

Fatto sta che i creativi di oggi, se si sono posti il problema, lo hanno superato con un salto di ironica invenzione. E, rispetto ai tempi di Papalla, hanno attuato lo scambio non per assonanza, ma per immagini. Vediamo il giovane papà prima rimanere muto ed estatico davanti all’annuncio, poi prepararsi all’evento destinato a cambiare la sua vita.
Solo che il luogo celestiale destinato ad accogliere il nuovo membro della famiglia non è una stanzetta piena di pupazzi di peluche, ma un garage. E l’automobile che, vuoi per il costo del petrolio e i suoi effetti bellici, vuoi per l’inquinamento e i problemi di vivibilità metropolitana, è diventata in realtà un incubo, nella invenzione dei creativi riacquista la sua innocenza neonatale.
Quasi riconciliata con il ritmo naturale dell’esistenza, la macchina non puzza, non consuma, non fa rumore. Si limita ad occupare nel nostro spazio vitale il posto di un sogno materiale e quasi carnale, come alle origini del miracolo economico.
Quando davvero l’arrivo della Cinquecento in una famiglia era un lieto evento.

Fonte: Pubblicità Italia