Scritto da Admin
15 feb 2008

I trend del Marketing 2008

I trend del marketing 2008

Tornano protagonisti i fondamentali del marketing. A convincere i manager associati al The Marketing Executive Networking Group sono sopratutto le azioni dirette a “coccolare” il consumatore: soddisfazione, fedeltà, retention e qualità di prodotti e servizi, con un occhio di riguardo alla propria posizione sul web. Ma anche il bisogno di strategie “sostenibili”, con i temi ambientali ed energetici a fare da padroni, come sintetizzato dalla ricerca di Andersen Analytics.
La costumer satisfaction definirà gli obiettivi della maggior parte dei manager americani, venendo citata dal 75% degli intervistati. Immediatamente dopo brand loyalty (55%); customer retention (58%); quality (54%) e marketing Roi (53%).
Anche la rete entra a pieno titolo nelle priorità strategiche, al punto che le attività di definizione del migliore posizionamento della propria realtà web all’interno dei motori di ricerca, divengono fondamentali per poco meno della metà del campione.
Strettamente correlati alla strategia web, i temi della personalizzazione continuano a definire l’attualità del marketing contemporaneo. Data mining (35%), ossia l’estrapolazione e l’analisi dei dati rilevanti; Crm (29%), customer relationship management; lead generation (33%), la creazione di motivi per interessare il consumatore, dal direct marketing all’e-mail marketing, dalle RP agli eventi; one to one marketing (35%); e-commerce (42%); competitive intelligence (43%), cioè l’insieme delle attività che sistematicamente vengono implementate per assicurare al management le informazioni rilevanti sull’ambiente esterno, dal mercato al contesto legislativo, dai trend alle innovazioni.
Inevitabile la necessità di occuparsi di ambiente. Il “green marketing” diviene cruciale (37%), articolandosi nell’interesse verso global warming (30%); energie alternative (31%); salute (31%).
Appare invece smentita la convenienza dell’esternalizzazione: l’outsourcing non convince il 77% degli intervistati, scottati da esperimenti che hanno visto allargare le competenze esterne a funzioni di marketing analitico e di data processing.
La globalizzazione dei mercati, poi, ha messo in primo piano la logica multietnica, impegnando su questo fronte aziende e brand. Marketing multiculturale e multilingua, ma anche ottiche globali e attenzione ai mercati emergenti, fanno ormai parte della quotidianità strategica. E’ la Cina a identificarsi quale paese dalle maggiori opportunità (52%), seguito dall’India (20%). A essere menzionati, comunque, sono anche Europa dell’est e dell’ovest, America Latina, Brasile, Russia e Messico.
Ma chi è il consumatore più bersagliato dalle strategie del prossimo anno? Se i Baby Boomers, ossia i nati tra il 1946 e il 1964, continuano ad attrarre il marketing contemporaneo (88%), la cosiddetta Generazione X, a loro immediatamente successiva, inizia ad avere voce altrettanto grossa (86%), così come le popolazioni latine (86%), le donne (85%) e la nuova Generazione Y, dunque i nati tra il 1979 e il 1999 (84%).
Fonte: Youmark.it