Scritto da Admin
29 feb 2008

La multimedialità vista dal consumatore

La multimedialità vista da consumatore

A favorirla un mix di fattori. Sicuramente determinante la tecnologia, ma anche Roi e situazione economica. Infatti, se per il marketing la resa degli investimenti mostra la minore capacità dei soli media tradizionali di agire sui volumi di vendita, sul fronte dei consumatori le non rosee previsioni economiche incidono sulla voglia di informazione per soppesare anche razionalmente gli acquisti.
Sicuramente nessuna sorpresa. Tanto era scontato che i dati dell’undicesima edizione della “Simultaneous Media Survey” a firma BIGresearch evidenziassero una crescita delle abitudini multitasking dei consumatori. In ben 15.700, infatti, si sono espressi a favore della cross medialità, mostrando propensione verso quei media che consentono l’approfondimento di quanto da altri viene appena stuzzicato.
Così, nel panorama dell’efficacia di una correlazione diretta con il comportamento d’acquisto, la tv cede di fronte all’irruenza della web radio, dell’instant messaging e dei blog, pur continuando a mostrare vigore in seno a obiettivi di notorietà, awareness, immagine.
Perché oggi i media che più piacciono sono quelli capaci di segmentare, creando valore agli occhi del consumatore, attivando anche strumenti diretti ad agire sulla “facilitazione” del suo percorso informativo. Parliamo di coupon, direct mail, pagine gialle, giornali, radio, insomma di tutte le azioni che possono agevolare la migliore conoscenza, ai fini dell’acquisto.
Senza dimenticare che la comunicazione deve poter agire su più canali. Perché oggi la fruizione media è spesso contemporanea, come testimonia la crescita dall’1 al 35% di coloro che ne dichiarano l’abitudine, definendosi simultaneamente telespettatori, navigatori online, lettori di quotidiani e magazine, ascoltatori di radio.
Sintomatico, poi, scoprire che solo il 5,5% del campione si è detto attento durante la messa in onda di spot televisivi, contro il 41,2% che li evita, in diversi modi. Preminente lo zapping, ma anche la telefonata all’amico, piuttosto che la chiacchierata con chi c’è in casa, o semplicemente una pausa mentale, distraendosi coi pensieri. Spot a parte, tra le attività che accompagnano la visione dei programmi tv, mangiare è quella che più piace, seguita da incombenze domestiche, o altri tipi di impegni casalinghi.
Leggendo i giornali, invece, è facile tenere contemporaneamente accesa la tv e guardarla di tanto in tanto. Ma si ascolta anche la radio, o si naviga in internet. E identica cosa succede quando è la radio il media investigato, citando come attività contemporanee lettura dei giornali e internet, ovviamente no alla tv, ma sì a qualsiasi altra attività, lasciando la radio quale accompagnamento di sottofondo. Da segnalare, inoltre, la crescita dell’utilizzo della radio via web, che conquista sempre più proseliti, a qualsiasi ora del giorno.
Anche il punto vendita viene annoverato tra i principali media. Con sample, shelfs coupon e special display a rappresentare le promozioni che maggiormente influenzano l’acquisto.
Interessante, infine, sottolineare come a scatenare la ricerca di informazioni aggiuntive online siano ancora gli old media. Al primo posto la pubblicità sui magazine, seguita da articoli giornalistici che specificatamente parlano di un prodotto o servizio e dalla tv.
Fonte: Youmark