Scritto da Admin
07 nov 2008

LA RIVOLTA DEGLI USERS. NEGLI USA SI DICE NO AL ‘GRANDE FRATELLO’ DELLA RETE

La rivolta degli users


C’è chi maggiormente teme il furto del proprio numero di carta di credito, così come chi è infastidito dall’essere catalogato e seguito nei propri comportamenti. Perché alla fine il pericolo è di cadere nella rete. Quella commerciale, ovviamente, finendo per vivere in un costante “Grande Fratello online”. Tanto da ritrovarsi a vedere nel più vecchio e tradizionale advertising off line il minore dei mali.
Perché se è vero che siamo noi a decidere di svelarci in rete, lo è altrettanto che senza dati ci precluderemmo molti dei servizi e delle informazioni, a partire dal normale accesso ai siti. E soprattutto che tutto quello che diciamo potrà essere usato per l’interesse altrui. Essendo ognuno seguito nei suoi comportamenti online, magari vendendo poi a terzi profilazioni, targetizzazioni, nominativi, indirizzi.
Ed è proprio questo a piacere sempre meno agli americani. Come la ricerca dimostra, infatti, ben il 72% degli intervistati è infastidito dal sentirsi ‘spiato’, non ritenendolo ammissibile, se non dopo esplicita e specifica autorizzazione. A stupire pure il fatto che negli Usa, nonostante l’utilizzo della carta di credito abbia da tempo superato i problemi di diffusione italiani, il timore di frodi ancora persiste. Se il discorso si concentra nell’online, poi, ammonta a ben l’82% il numero di persone che teme il furto del proprio numero di carta a seguito di acquisti in rete.
In ogni caso, sono molti, 62%, coloro che hanno fornito i propri dati, salvo pentirsi quando in cambio ricevono proposte pubblicitarie non richieste. Ancora più, poi, se la propria individualità viene venduta a terzi, come lamenta il 54% del campione.
Quasi tutti, 93%, vedono nella richiesta preventiva, specificandone il fine, una soluzione, anche perché per il 72% agli interessati dovrebbe essere quantificato il valore della tracciabilità dei propri comportamenti.
Gli user, comunque, si stanno facendo furbi. Più di un terzo inizia a dare indirizzi mail diversi per evitare di essere rintracciato e bombardato. Oltre un quarto ha imparato a dire le bugie, fornendo informazioni d’accesso fasulle, così da garantirsi l’obiettivo, sfuggendo al conseguente rischio di controllo. Fine raggiunto anche dal 25% di chi utilizza software ad hoc per nascondere la propria identità.
Fonte: Youmark.it