Scritto da Admin
23 dic 2008

Nei media la rivoluzione digitale ci prospetta scenari di integrazione

Nei media la rivoluzione digitale


Uno sguardo sulla parte dedicata ai media ci disegna un panorama molto interessante delle evoluzioni in atto.
Nel settore dei media la rivoluzione digitale ci prospetta scenari di integrazione tra diversi media invece della selvaggia selezione, che alcuni prospettavano. La Tv generalista conserva il suo peso ed è vista dall’85% dei cittadini; il 20,6% degli italiani guarda abitualmente la Tv satellitare e il 7,7% usa il digitale terrestre.

Il 41,6% degli italiani usa il telefonino nelle sue funzioni di base, contro un 29,4% che utilizza abitualmente apparecchi che permettono le funzioni più sofisticate. Cresce l’uso dello smartphone tra gli uomini (il 31,7% contro il 27,3% delle donne) e soprattutto tra i soggetti più istruiti (il 37,7% rispetto al 20,2% dei meno istruiti). Poco più della metà degli italiani legge abitualmente quotidiani acquistati in edicola, e la quota dei lettori della free press si attesta a circa il 18%.

I giovani si rivelano “forti consumatori” di media, specie di new media: il balzo in avanti nell’uso di Internet da parte dei giovani tra 14 e 29 anni è stato enorme: tra il 2003 e il 2007 l’utenza complessiva (uno o due contatti la settimana) è passata dal 61% all’83%, e l’uso abituale (almeno tre volte la settimana) dal 39,8% al 73,8%. Il cellulare è usato praticamente da tutti i giovani (il 97,2%), il 74,1% legge almeno un libro l’anno (esclusi ovviamente i testi scolastici) e il 62,1% più di tre libri. Il 77,7% dei giovani legge un quotidiano (a pagamento o free press) una o due volte la settimana (il 59,9% nel 2003), mentre il 57,8% legge almeno tre giornali la settimana. La flessione che si registra nell’uso della televisione tradizionale rispetto al 2003 (dal 94,9% all’87,9%) è ampiamente compensata dall’incremento conosciuto in questi anni dalla Tv satellitare (dal 25,2% al 36,9% dei giovani).
Quando si parla di comunicazione, sono frequenti i riferimenti alla concentrazione dei media e alla prevalenza di media forti rispetto ad altri più deboli. In realtà, almeno in parte, i dati del Censis delineano un quadro molto più articolato: ci si informa usando un menù assortito che va dalle Tv ai quotidiani, dai periodici ai portali Internet, alle emittenti locali. E il localismo mantiene un fortissimo richiamo.
Infatti, si contano a livello locale 538 Tv, 1.244 radio, 133 quotidiani regionali e provinciali. Per il 35% dei cittadini il Tg regionale della Rai è la principale fonte informativa sulla propria città e il territorio, al secondo posto si collocano i quotidiani locali (25%), seguono le televisioni e le radio locali (15,4%), poi la cronaca locale presente nelle pagine dei quotidiani nazionali (11,9%).

In sintesi quindi ci troviamo di fronte a una “dieta mediale” ricca e differenziata, con forte compresenza di mass media e new media.
In questo contesto conservano spazio e credibilità le fonti di informazione e i media fortemente radicati sul territorio e nelle città.

Fonte: Marketing Journal